Galaktoboureko – alias torta greca libidinosa!

Galaktoboureko – alias torta greca libidinosa!

Un’isola semi deserta, in un momento dell’anno di poca affluenza, dai colori intensi, dal profumo dei fiori che stordisce, dal sole cocente e dal silenzio che rigenera.

Ogni sera alla stessa tavernetta, lungo la strada, con un prendisole sdrucito indossato a caso dopo la doccia, senza asciugare i capelli, con le infradito da mare e la pelle rovente che trasuda sole, lo stesso che scivolava liquefatto nell’orizzonte, dentro al mare di fronte al nostro tavolino traballante.

Tzatziki, pita, insalata greca, saganaki cheese, souvlaki, ogni sera la stessa comanda. 

Poi: “Do you have galaktoboureko?””No, sorry, not today..”. Giorno dopo: “Did you make galaktoboureko for this evening?” “No, I’m sorry, maybe tomorrow…”. Terza sera: “Please, tell me you have galaktoboureko!” “No, I’m sorry!”. Quarta sera. Arriva lui, sorridente e barbuto, a prendere la comanda, mi dice: “Do you want to ask me something?” e io: “I think I know the answer”. E lui: “No, we’ve made galaktoboureko for you!!”. Niente, la gioia. La bontà, la felicità. Il più buono mai mangiato, che ho riprovato a fare avvicinandomi molto all’originale, senza l’ingrediente segreto di un posto meraviglioso dove non vedo l’ora di tornare!

 

 

GALAKTOBOUREKO

Preparazione: 60 minuti     Cottura: 30 minuti     Dosi: 6-8 persone

 

Per l’involucro:

  • 1 confezione di pasta phillo (12 fogli)
  • 80 g di burro fuso

Per la farcitura:

  • 2 uova grandi
  • 1 tuorlo
  • 100 g di zucchero
  • 250 g di panna
  • 300 g di latte
  • 1 pizzico di sale
  • q.b. vaniglia in polvere
  • 80 g di semolino
  • 50 g di burro

Per lo sciroppo:

  • 170 g di zucchero
  • 160 g di acqua
  • 30 g di miele
  • scorza di un limone intero
  • 1 stecca di cannella o 1 punta di cucchiaino di cannella in polvere

 

In una casseruola capiente unire i liquidi – latte, panna, zucchero, sale e vaniglia – scaldate fino a far sobbollire: a questo punto unite il semolino e cuocete finché la crema si addenserà, per circa 4 o 5 minuti, senza però farla cuocere troppo. Fuori dalla fiamma, aggiungete il burro a piccoli pezzi per mantecare l’impasto, poi fai freddare mescolando di tanto in tanto. 

Quando sentirete la crema tiepida, montate con le fruste elettriche le uova e il tuorlo con l’altra parte dello zucchero finché il composto diventerà chiaro e spumoso: incorporatelo alla crema di semolino con la spatola amalgamandolo bene.

Fondete al microonde o sulla fiamma il burro, predisponete una teglia di ceramica dai bordi alti di circa 20 cm per 20 cm (vedi i consigli in fondo) e aprite la confezione di pasta phillo: adagiate un foglio sul piano di lavoro, spennellate leggermente la superficie di burro fuso e sovrapponete un altro foglio, procedendo in questo modo con 6 fogli in totale, senza spennellare la superficie dell’ultimo. Adagiateli nella teglia lasciando i lembi verso l’esterno. Versate la crema di semolino e  uova sulla pasta livellandola, ripiegate i lembi verso l’interno; a questo punto ripetete l’operazione con la pasta phillo, imburrando e sovrapponendo altri 6 fogli uno sull’altro. Adagiateli sopra la crema, cercando si creare una superficie regolare e rimboccando i lembi lateralmente, per racchiudere il guscio superiore intorno alla crema. 

Scaldate il forno a 160°. Se avete avanzato del burro fuso, spennellate leggermente la superficie della pasta, poi spruzzate con le dita un po’ d’acqua in superficie e con la punta di un coltello ben affilato incidete i primi due fogli di phillo, tracciando le porzioni che poi taglierete dopo la cottura

Infornate e cuocete circa 30 minuti, finché la superficie sarà ben dorata. Nel frattempo realizzate lo sciroppo, che sarà semplicissimo: in una casseruola inserite tutti gli ingredienti, tagliando la buccia del limone con un pelapatate, per avere delle strisce grosse e visibili. Quando arriverà ad ebollizione, spengete la fiamma, aggiungete il miele e lasciatelo raffreddare con gli aromi ancora in infusione. 

Quando la torta sarà cotta, estraetela dal forno, rimuovete le scorze di limone e la stecca di cannella dallo sciroppo e irrorate la torta bollente con tutto lo sciroppo – non temete, non sarà troppo! – e lasciate riposare il dolce finché sarà freddo a temperatura ambiente.

Sporzionate e servite.

 

 

I miei consigli:

 

  • Per la teglia da utilizzare, non esagerate con le dimensioni: se ne avete una rettangolare 20×30 andrà bene, se userete una teglia più grande verrà troppo basso e varieranno i tempi di cottura.
  • Se non avete la vaniglia in polvere o in bacca, omettetela semplicemente: i raccomando, non usate aromi artificiali come la vanillina!
  • Il galaktoboureko originario è solitamente molto dolce, per questo ho già diminuito le dosi di zucchero previste: se temete che il miele dia una nota troppo dolce, togliete 30 g di zucchero dallo sciroppo, in modo da ribilanciarne la dolcezza.
  • Fate questo dolce il giorno prima di mangiarlo, deve riposare e assorbire bene tutti i liquidi della bagna, sicuramente dà il meglio di se dopo almeno un giorno di riposo!

 

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