Torta di crema e riso

Torta di crema e riso

Come ho già scritto qualche giorno fa, quest’anno per me è l’anno delle sperimentazioni, la quarantena mi ha suggerito di dedicarmi a ricette e studi di ciò che ancora non avevo mai provato a fare.  Quindi niente pastiera per Pasqua, ma qualcosa che ci somiglia 

Casatiello napoletano

Casatiello napoletano

Questa Pasqua è così, sui generis. E per questa quarantena ho scelto di cimentarmi solo in preparazioni che non ho mai fatto, solo in cose che mi mettono in difficoltà e solo ad attività che non mo mai il tempo di fare. Per quanto riguarda 

Torta di Pasqua umbra

Torta di Pasqua umbra

Entravamo da sotto i portici in quella piazza storica e senza tempo. L’odore dei camini accesi acquietava la mia puntuale nausea, compagna dei viaggi in auto, il rumore dei nostri passi ci guidava in una dimensione senza tempo. Una vetrina con pochi oggetti di valore, 

Pan di ramerino

Pan di ramerino

L’ho sempre amato molto. Mi ricordo che me lo comprava la nonna, quell’unica volta all’anno – il Giovedì Santo – e arrivava sempre un po’ spiaccicato in una bustina di carta bianca o marroncina, era un prodotto del forno, non di pasticceria. Mi piaceva già l’odore 

Pastiera al cacao con gocce di cioccolato

Pastiera al cacao con gocce di cioccolato

Non sono solita rivisitare le tradizioni, soprattutto quelle culinarie. Credo che ci siano dei capisaldi, una serie di “intoccabili” che non è assolutamente possibile stravolgere chiamando poi il risultato con lo stesso nome: nun se po’ fa’!!! Uno di questi per esempio è il Tiramisù 

Pastiera napoletana della mia nonna

Pastiera napoletana della mia nonna

E pensare che da piccola detestavo praticamente tutto ciò che veniva servito sulla napoletanissima tavola di Pasqua: il casatiello, il tòrtano – la differenza tra i due è davvero questione per palati fini – e neppure la pastiera, che mi sembrava invasa da una quantità 

Torta Pasqualina al Parmigiano

Torta Pasqualina al Parmigiano

Mi ricordo ancora la prima torta pasqualina che ho provato a realizzare: forse quasi 15 anni fa, ventenne di buone speranze che festeggiava solitamente la Pasqua al lavoro, soddisfatta di poter mettere in saccoccia un po’ di soldini per pagarsi gli studi. La mia collega