Pane senza impasto con li.co.li. (o lievito di birra)

Pane senza impasto con li.co.li. (o lievito di birra)

Non voglio il tamagotchi. Non voglio il tamagotchi. Non voglio il tamagotchi.

E dopo anni di questo mantra, il risultato è che invece il lievito madre mi è arrivato dritto dritto a casa, da una persona alla quale non ho saputo dire di no: l’ho guardato e ho pensato. Si, ok, ma solo per fare il panettone. 

Poi rimaneva lì, e quel genio del mio amico che me lo ha portato mi ha detto l’unica frase che non doveva dirmi: “È come un gattino, se lo butti via lo fai morire”. Niente, dopo 3 giorni aveva un 

nome, mi sono scervellata per capire come ammaestrarlo e ho fatto qualche prova.

Ve lo dico in tutta onestà, per il resto dei dolci non ho trovato gran giovamento, il panettone e il pandoro si fanno – forse – una volta all’anno e si può anche tralasciare ma…il pane…ecco, il pane…

Credo di non aver mai prodotto un pane più buono, profumato, croccante dentro e morbido fuori in tuta la mia vita. Non rinnego il mio recente trascorso, ed è per questo che di questo pane senza impasto vi lascio sia la versione con il li.co.li sia quella con lievito di birra, ma se avete il lievito madre liquido non ci pensate due volte. Correte a rinfrescarlo e impastate!

Per un pane così terrò in vita Freddie Mercury (si chiama così, date pure spazio alle infamate nei commenti!) e non vedo l’ora di sperimentare pizza e focaccia.

Trovate la ricetta sia con li.co.li. appunto sia con lievito di birra,  e con procedimento per impastare sia a mano sia con la planetaria, per la par condicio: non starò a farvi pippozzoni tecnici sulle varie fasi, perché si fa quello, perché si fa quell’altro, voi fatelo e basta, poi vedrete!

 

 

PANE SENZA IMPASTO CON LI.CO.LI

(MA ANCHE LIEVITO DI BIRRA)

Preparazione: 10 minuti+ riposo     Cottura: 45-50 minuti

Ingredienti:

  • 520 g di farina 0 
  • 320 g di acqua
  • 60 g di li.co.li. (oppure 1 g di lievito di birra, diminuendo la farina a 500 g)
  • 5 g di sale

N.B. Se usate il li.co.li. rinfrescatelo per almeno due giorni consecutivi prima di utilizzarlo (nei consigli, vi dico come lo rinfresco io).

 

La sera prima: ore 21.00

Nella ciotola dove impasterete – a mano o con planetaria – versate tutta la farina e 180 g di acqua presi dal totale, lavorate brevemente per 3 minuti con il gancio oppure a mano , finché otterrete un impasto ruvido, ma non rimarranno tracce di farina asciutta. Coprite con un panno e lasciate riposare così per circa un’ora e mezzo.

Trascorso questo tempo, inserite nella ciotola il li.co.li., il sale e inserite via via la restante acqua, lavorando l’impasto per pochi minuti con il gancio della planetaria o a mano con l’aiuto di un mestolo, avrà una consistenza grossolana  (se usate il lievito di birra, scioglietelo nell’acqua prima di aggiungerlo). Coprite la ciotola con pellicola alimentare e lasciate tuta la notte (8 ore circa) a riposo a temperatura ambiente.

La mattina: ore 7.30 circa

Rovesciate l’impasto lievitato sul piano di lavoro leggermente infarinato, appiattitelo delicatamente con la punta delle dita per abbassarlo e allargarlo. Prendete il lembo a sinistra e chiudetelo verso il centro, rifate la stessa cosa con il lembo a destra (questa è una piega a tre!) poi partendo dall’alto arrotolatelo su lui stesso e ponetelo nuovamente nella ciotola coperto con un panno a riposare mezz’ora. Nel frattempo, fate colazione ;).

ore 8.15

Riprendete l’impasto rovesciandolo sul piano di lavoro infarinato e come prima appiattitelo delicatamente con le dita. A questo punto partite dall’alto: chiudete l’angolino sinistro verso il centro, lo stesso con l’angolino a destra poi ripiegate la punta sopra la chiusura. Ripetete l’operazione, ripiegando l’angolo in alto a sinistra verso il centro e lo stesso quello a destra, poi arrotolate la parte superiore: a questo punto avvolgete l’impasto dal’alto verso il basso, sigillando la chiusura del bordo con dei delicati pizzicotti . 

Se vi siete persi, guardate il video – anche se bruttino – che ho realizzato per un pane integrale fatto con lo stesso metodo!

Adagiatelo in un  cestino ovale coperto con panno e spolverizzato con la farina, copritelo e fatelo riposare nel forno spento circa 3 o 4 ore (il tempo varia sempre in base alla temperatura, in inverno se in casa avete freddo ci vorranno circa 4 ore, se invece è estate o primavera ce ne vorranno circa tre).

Tra le ore 11.30 e le 12.30

Accendete il forno alla massima potenza (circa 250°), inserendo sin dall’inizio sul fondo un contenitore di coccio con dell’acqua, ci aiuterà a creare un ambiente umido che favorirà la crescita del pane. 

A temperatura raggiunta, ribaltate il pane dal cestino su un tagliere e poi di nuovo sulla teglia del forno ricoperta con due strati di carta forno: lasciate l’apertura verso l’alto, se non sarà molto sgranata, utilizzate una lametta o un coltello affilatissimo per tracciare un solco longitudinale. Infornate lasciando l’acqua sul fondo per 15 minuti, poi rimuovete il coccio (attenzione a non bruciarvi, usate dei guanti da forno!), abbassate a 225° e cuocete altri 15 minuti, proseguite a 200 ° per 10 minuti e poi altri 10 minuti alla stessa temperatura ma inserendo un mestolo tra porta e bocca del forno, in modo da far fuoriuscire tutta l’umidità.

Estraete il pane, fatelo freddare in verticale appoggiato a una parete o su una griglia e tagliatelo solo quando sarà freddo.

 

I miei consigli:

  • Per rinfrescare il li.co.li., montate con le fruste elettriche pari peso di li.co.li. e di acqua, alla massima velocità e per massimo 2 minuti: inserite poi pari quantità di farina e montate per altri 2 o 3 minuti al massimo, poi conservate in frigorifero se non dovete usarlo, o a temperatura ambiente per poterlo poi utilizzare dopo qualche ora, quando avrà almeno raddoppiato di volume.
  • Ricordate che tempi e temperature sono indicativi: temperature esterne più fredde prolungheranno i tempi e viceversa. In questo, incideranno anche la temperatura dell’acqua (se fredda, rallenta) la quantità di sale (in estate se ne usa di più per rallentare l’accelerata che le temperature alte danno alla lievitazione) e la tipologia di farina, più o meno forte.

 

Commenta via Facebook



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *